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日志


I diamanti della Sierra Leone

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Un esercito di bambini soldato, da un lato, un popolo di mutilati dall’altro. Un toccante reportage dell’africanista Raffaele Masto dipinge la realtà di uno dei paesi più poveri al mondo: la Sierra Leone, dilaniato da anni di guerra civile. Tutto per una manciata di diamanti.

…in un intricato gioco di prestigio che fa sparire diamanti in Sierra Leone e fa comparire mandarini in Liberia, passando per una fabbrica di armi e per i servizi segreti Usa. Paolo Fusi ricostruisce le rotte del mercato clandestino di diamanti, le triangolazioni bancarie e lo scambio di pietre con armi, il riciclo di soldi sporchi attraverso gli aiuti umanitari…

di Raffaele Masto e Paolo Fusi su Valori Etici di febbraio 2008

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Le contraddizioni e le potenzialità di un paese fra i più poveri del mondo

Un territorio splendido, di foreste rigogliose affacciate su un mare meraviglioso. Ma sotto quella terra, dentro quei fiumi e lungo quelle spiagge si trovano ben altre gioie: titanio e diamanti. Gioielli troppo in vista per chi si illude di avere un futuro come gli altri.
La Sierra Leone raggiunge l 'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1962, è una nazione etnicamente composita guidata -da sempre- da un 'oligarchia discendente dagli schiavi liberati (per lo più creoli delle Antille) reintrodotti in Africa occidentale dal paternalismo dei movimenti abolizionisti dell 'Ottocento. La regione è potenzialmente molto ricca, votata com 'è all 'esportazione di materie prime importanti: legname, bauxite (alluminio), ilmenite (titanio) e soprattutto diamanti (più di mezzo milione di carati all 'anno).

La grande crisi della Sierra Leone inizia nel ‘79 con la penuria alimentare e l’ingigantirsi della corruzione governativa. Lo stato, modellato su una incomprensibile mescolanza di schemi occidentali e di diritto tribale dei Paramount Chiefs (anziani della tribù), è in mano ad una ristretta burocrazia corrotta che fa affari con lo spregiudicato gruppo degli immigrati libanesi. I mercanti mediorientali, che hanno in mano tutto l’export, sono presenti nel paese dagli inizi del secolo, quasi in contemporanea con la scoperta dei ricchi giacimenti di diamanti. Durante gli anni settanta l 'élite commerciale libanese si è ingrossata con nuovi arrivi dalla madrepatria, teatro di guerra civile, estendendo il suo particolare "dinamismo commerciale " a tutta l 'economia sierraleonese.
Lentamente in Sierra Leone si avvia un processo di inesorabile impoverimento, lo stato non riesce a raccogliere i normali dazi doganali e perde il controllo delle concessioni minerarie, perciò incomincia a prendere soldi a prestito dalle banche occidentali avviandosi in una voragine infinita di debiti. Nel frattempo poche compagnie occidentali rafforzano le loro licenze minerarie, diventando di fatto proprietarie di intere zone del paese.
La situazione peggiora costantemente fino al ‘91 quando i gruppi di guerriglieri provenienti dal Burkina Faso e soprattutto dalle zone della Liberia sotto il controllo di Charles Taylor si espandono nel paese; i ribelli fanno leva sul fin troppo ovvio scontento della popolazione, sempre più sfruttata e sempre più povera. L 'insurrezione del '91 provoca la reazione internazionale e c 'è il primo intervento militare delle nazioni vicine; Nigeria e Guinea-Conacry affiancano -e finiscono per guidare- il governo nella lotta contro i ribelli, senza mai dimenticare di proteggere i propri interessi. Nel ‘92 arriva il programma di stabilizzazione economica del Fondo Monetario Internazionale, una ricetta drastica: tutte le ricchezze in mano a società straniere, privatizzazioni e taglio dell’impiego pubblico, l 'unico obiettivo del FMI è il pagamento del debito, in qualsiasi modo. Il paese precipita nell’anarchia, con un colpo di stato militare, il capitano Valentine Strasser arriva a controllare la capitale Freetown, ma è la solita lotta per il potere e per l 'arricchimento personale. Intanto la guerriglia si consolida verso Est, si allarga nelle zone più ricche del paese, sia per l’agricoltura che per le risorse minerarie, incominciando ad operare come uno stato dentro lo stato. La guerriglia, ormai raccolta sotto la sigla RUF, Fronte Rivoluzionario Unito, è un 'entità organizzata: il suo capo Foday Sankoh -un ex-caporale dell 'esercito- tratta con i mercanti internazionali, preleva tasse e sfrutta i suoi territori con il solo scopo di arricchirsi assieme al suo gruppo dirigente ed al suo istruttore e mentore Charles Taylor. Intanto chi non è utile a questo sfruttamento viene spinto dalla guerra ad emigrare: più di un milione di profughi si rifugiano in zone più tranquille del paese o varcano il confine con la Guinea-Conacry e la Liberia.
Tra il ‘92 e il ‘94 ci sono vari tentativi di pacificazione, ma il RUF non cede le sue roccaforti, intanto c’è una nuova, ancor più drastica, cura economica della Banca Mondiale che da i suoi risultati: l’inflazione cala dal 120 al 15%, ma la gente vede diminuire del 90% la disponibilità di generi alimentari. Un risultato tanto vincente sulla carta quanto mortale per la tenuta del Paese.
Nel ‘95 inizia la guerra di tutti contro tutti, l 'obiettivo è il controllo delle miniere, uno degli scontri più importanti si svolge proprio presso la miniera di titanio di Sierra Rutile, la più importante, visto che da sola rappresentava oltre il 50% del commercio estero ufficiale. Le compagnie concessionarie straniere si difendono da sole e si rafforza la presenza di mercenari sia dell’est europeo che sudafricani e britannici. Ormai il governo esiste solo per dare la paga alle varie formazioni di militari, milizie locali (Kamajoh) e altre compagnie di ventura variamente composte. Con le elezioni del '96 fa la sua comparsa una nuova atroce forma di lotta politica: il taglio delle mani per coloro che intendono andare a votare, una terribile risposta allo slogan governativo per le elezioni che recitava "Il futuro è nelle tue mani ". Nonostante tutto le elezioni esprimono finalmente un presidente: è Ahmed Tejan Kabbah, è il primo capo dello stato eletto nei 34 anni dalla fine del dominio coloniale inglese. Le elezioni e la mancata pacificazione arrivano a produrre ben due milioni di profughi che si riversano sia verso la capitale, che diventa una gigantesca baraccopoli, sia verso le zone più tranquille, cioè quelle povere di risorse. Molte migliaia di profughi raggiungono anche gli stati vicini.
Nel ‘97 ennesimo colpo di stato, il maggiore Johnny Paul Koroma caccia Kabbah e forma un governo con esponenti del RUF di Sankoh; Kabbah dall 'esilio chiede l’intervento dell’ONU e tra il febbraio e il marzo ‘98 grazie alle truppe dell’ECOMOG il presidente viene reinsediato. Le truppe ECOMOG (ECOMOG, ECOWAS Monitoring Group), sono espressione dell’ECOWAS (Economic Community of West African States, la comunità economica dell 'Africa Occidentale: Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d 'Avorio, Gambia, Ghana, Guinea-Conacry, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo), ma sono composte in prevalenza da nigeriani, nigeriano è il comandante e -soprattutto- la politica che viene condotta è la mera salvaguardia degli interessi nigeriani. In pratica il paese è diviso in due, sulla costa e al sud c’è il governo di Kabbah succube dalla Nigeria, il resto è in mano al RUF di Sankoh. Il 1999 inizia con l’attacco del RUF alla capitale Freetown, una carneficina inaudita, le truppe ribelli si fanno strada verso la capitale mandando avanti centinaia di bambini armati di vecchi fucili russi, ma imbottiti all 'inverosimile di cocaina ed altre droghe. Già da tempo sia dall 'una che dall 'altra parte si fa ampio uso di bambini soldato, ragazzi di otto-dieci anni sottratti alle famiglie per farne guerrieri senza paura, oggetto di sfogo sessuale, o semplicemente procacciatori di cibo. Gli scontri dei primi mesi del '99 riportano la Sierra Leone nell 'ottica dei mass media e quindi dell 'opinione pubblica mondiale che finalmente comincia a premere per un interessamento attivo dell 'ONU nella questione, il 7 luglio ‘99 a Lomé (Togo) viene firmato l’accodo di pace, amnistia e integrazione tra il RUF ed il governo di Kabbah; Sankoh e Koroma entrano a far parte del governo di transizione verso le elezioni generali previste per il 2001. In dicembre fanno la loro comparsa a Freetown i primi caschi blu della UNAMSIL (United Nations Mission In Sierra Leone) che hanno il compito di affiancare e vigilare sul meccanismo di pacificazione denominato DDR (Disarmament, Demobilisation and Reintegration), l 'ONU però, non avendo ancora messa a fuoco tutta la situazione sul terreno, chiede ai nigeriani di rimanere, quindi l 'ECOMOG cambia cappello, ma resta.
Con la fine di aprile del 2000 l’ECOMOG finalmente si ritira e viene sostituito dall’UNAMSIL, il contingente di oltre 13.000 uomini è molto eterogeneo e comprende truppe di Nigeria, India, Kenya, Giordania, Guinea, Zambia e Bangladesh. Il passaggio di consegne tra i due contingenti è proprio il punto debole del quale approfittare. Infatti proprio con il ritiro delle truppe ECOMOG, si è creata una finestra di disorganizzazione nella quale i ribelli del RUF e le varie milizie scatenano tante piccole azioni di disturbo in modo da modificare a loro favore -de facto- la situazione sul campo in vista dell 'applicazione dell 'accordo di pace di Lomé. Questo dà il via ad una nuova guerra civile che vede coinvolte le truppe ONU in quasi tutti gli scontri, addirittura si arriva all 'assurdo di avere oltre 400 tra osservatori e funzionari tenuti in ostaggio dai ribelli nelle foreste. Il contingente internazionale che è tra i più grandi che la Nazioni Unite abbiano mai dispiegato, è vittima della sua stessa disorganizzazione e delle gelosie interne. Solo la presenza britannica -come al solito in queste cose deve intervenire l’ex-potenza coloniale - dà un po ' di ordine alla reazione dell 'UNAMSIL, ma una grossa polemica interna spinge il governo laburista di Tony Blair ad un rapido disimpegno: l 'opinione pubblica britannica non riesce a digerire la foto, pubblicata in prima pagina da molti quotidiani, di un bambino soldato Kamajoh (cioè filogovernativo) armato con un grosso fucile fornito, assieme ad altri diecimila, con gli aiuti militari inglesi.

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Fonte www.sierra-leone.org Sierra Leone News 25 maggio 2000

Dalla guerra civile del maggio-luglio 2000 escono sicuramente sconfitti tutti, tutti coloro che hanno creduto in una minima speranza di pace e coloro che confidavano nella panacea rappresentata dall 'intervento militare internazionale. L’azione internazionale più utile è stata un’altra: la pressione dell’opinione pubblica sull’oligopolio dei diamanti e la stesura del cosiddetto “processo Kimberley” sulla certificazione di provenienza dei diamanti, solo che -come al solito- il tempo passa ed oggi, una maggioranza significativa dei rivenditori di gioielli continua a non essere in grado di fornire garanzie sulla provenienza delle pietre.
Questa grossomodo è la cronaca della tragedia della Sierra Leone, gli ultimi quattro anni sono stati relativamente “tranquilli”: Kabbah è stato poi rieletto nel 2002, Strasser si dice viva in povertà, Sankoh è morto in carcere nel 2003, mentre Koroma è ora latitante inseguito, come Taylor, da una condanna del Tribunale Speciale Onu per la Sierra Leone. Nel 2004 ‘UNAMSIL ha passato il controllo del territorio alle autorità locali, riducendo il contingente fino a sciogliersi nel dicembre scorso. Resta l’economia locale impazzita, drogata com’è dai dollari degli inviati a vario titolo dall’Onu, la solita ripresa della prostituzione, trafficanti e tutto ciò che i dopoguerra di oggi ci hanno abituato a vedere, ma se ci fermiamo qui non possiamo comprendere la profondità dell’abisso. In Sierra Leone non sono stati utilizzati grandi e moderni sistemi d’arma, la guerra non è costata milioni di dollari al giorno. In quindici anni di guerra si è ammazzato col machete ed il Kalashnikov, una guerra di mutilazioni, di indicibili sofferenze per le popolazioni civili, una mattanza sistematica e continua. Gli ultimi dati attendibili (2004) dicono che la popolazione della Sierra Leone è composta per il 45,5% da bambini sotto i 14 anni, sono stati loro i protagonisti della guerra. Bambini addestrati -anche dagli specialisti delle private military companies occidentali- con la droga e completamente plagiati dai loro comandanti sono stati i protagonisti –carnefici e vittime- di tutti gli episodi più cruenti. Basti pensare che nei dintorni della capitale si dice siano sepolti oltre 2000 bambini uccisi nell 'assalto del '99 alle trippe ECOMOG. I bambini ex-guerriglieri si riconoscono dai tatuaggi, dai buchi della droga o dalla cicatrice sulla tempia dove si facevano spargere cocaina nell’imminenza dell’azione, gli altri -le vittime- si riconoscono dalle mutilazioni…

di Paolo Busoni per http://scienzaepace.unipi.it/

   

Vedi i video: http://www.youtube.com/watch?v=Zig3Eqpf6ek&feature=related

                                   http://www.youtube.com/watch?v=5bcvpOxktI0                                  

评论 (2)

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Fenjus发表:
Grazie a te per averlo letto.
6 月 29 日
urtoedox发表:
grazie per avere pubblicato questo articolo .
6 月 16 日

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